“Fare rete” un’esortazione, e anche un invito che, sempre più spesso, ascoltiamo in campo scientifico, medico in particolare. Le valenze del “fare rete” sono state ribadite, sottolineate in occasione della IBD Masterclass 2026 dal titolo “Nuove strategie clinico-terapeutiche”, tenutasi lo scorso gennaio a Roma, con la responsabilità scientifica dei Proff. Luigi Sofo (Direttore UOC Chirurgia Intestinale Gemelli IRCCS) e Franco Scaldaferri (Direttore UOS MICI e UOC Medicina Interna e Gastroenterologia CEMAD Gemelli IRCCS).
Per approfondire un tema così attuale, dalle importanti ricadute sui pazienti (e le famiglie), abbiamo intervistato il Dr. Gionata Fiorino (Responsabile Ricerca Clinica, UOS MICI, UOC Gastroenterologia e Endoscopia, AO San Camillo-Forlanini RM) che ringraziamo per la disponibilità. L’intervista integrale, come sempre, sul nostro canale YouTube
“Le Malattie Infiammatorie Croniche intestinali necessitano di specialisti esperti nel campo” ci dice il Dr. Fiorino in apertura di intervista “per gestire al meglio malattie di questo tipo. Serve che il centro abbia degli standard di qualità codificati sia dalla società di riferimento italiana sia da parte di quella europea, la ECO.
Nella regione Lazio, tutti gli specialisti che come me, come i colleghi del Cemad, si occupano di pazienti IBD, hanno pensato che l’idea di base per dare al meglio le cure al paziente fosse quello di creare una rete.”
Lazio IBD NET – cui fa riferimento il Dr. Fiorino – è il nuovo spazio digitale dedicato all’aggiornamento scientifico, alla formazione ECM e alla divulgazione clinica sulle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (IBD), con un focus specifico sul territorio della Regione Lazio, leggiamo sul sito di riferimento.
“Una rete che guardi a diversi aspetti della gestione delle malattie infiammatorie e che porti il paziente ad avere una qualità ottimale di cure dovunque abita e nei vari centri a cui si riferirà.
In particolare, questa rete mette insieme gli specialisti del Lazio, che hanno un’ottima formazione, essendo il Lazio una regione storica per quel che riguarda le malattie infiammatorie croniche intestinali.
Grandi esperti anche a livello mondiale lavoravano in Lazio, hanno creato delle scuole in Lazio e quindi questa è un’attitudine che va ovviamente seguita e potenziata.”
“Abbiamo l’obiettivo di creare innanzitutto una rete assistenziale in cui il paziente abbia la possibilità di essere curato non solo dal gastroenterologo di riferimento, ma anche avere disponibili specialisti di altre patologie, che possano integrare la loro esperienza e formazione per una cura sempre più efficace (..).”
“Abbiamo poi bisogno” approfondisce il Dr. Fiorino “di mettere insieme i dati, soprattutto sul decorso della malattia, sulla diagnosi precoce, sull’utilizzo, sull’efficacia e la sicurezza dei farmaci, e questo lo si può fare solo sia se si hanno grandi numeri. E sicuramente la Regione Lazio è una delle regioni che ha più numeri in Italia e la collaborazione, la messa a disposizione in condivisione dei dati può creare sicuramente un vantaggio per portare avanti la ricerca scientifica.”
D “Vogliamo indicare qualche altro obiettivo di Lazioibdnet?”
Fiorino “È la rete formativa, quella in cui appunto i clinici, gli studenti, gli specializzati si formano. Basandoci sul curriculum formativo di tanti esperti IBD che lavorano in Lazio, si può sicuramente creare una rete di informazione e di formazione, per chi vuole imparare a gestire le IBD.
Inoltre, non ultima, anche la gestione ’ politica’ delle malattie infiammatorie è importante. Ci sono quelli che in inglese si chiamano stakeholder, cioè tutte quelle entità che entrano nella gestione delle malattie infiammatorie. Esempi: la regione che paga le terapie e le prestazioni, l’associazione dei pazienti, e chi gestisce poi il farmaco nelle varie farmacie ospedaliere.”
“Tutti questi attori devono essere coinvolti ma bisogna anche lì avere una rappresentanza forte (…) L’obiettivo è mettere tutti insieme e collaborare e serve anche a cambiare, a volte, delle politiche di gestione o degli assunti che in precedenza magari funzionavano e oggi non funzionano più…”
“Questo è l’obiettivo che ci siamo posti, da alcuni anni ci stiamo lavorando e man mano la rete sta crescendo sempre più in attività, in collaborazione e devo dire che questo andrà a tutto vantaggio dei pazienti che vengono seguiti in Lazio per le malattie infiammatorie croniche intestinali.”
D “Quindi possiamo dire, in una parola, che il paziente, la famiglia, sono sempre meno soli grazie a questo network che proponete?”
Fiorino “Esatto, la famiglia e il paziente, che sono due attori molto importanti nella gestione delle malattie infiammatorie, sicuramente hanno la possibilità (e l’avranno sempre più) di sapere che quando vai in un centro di riferimento, questo centro di riferimento ha degli standard di qualità per poter gestire al meglio la malattia. E, soprattutto, non è solo né il paziente, né la famiglia, nemmeno il centro stesso, perché appunto ci si muove in un’ottica di collaborazione tra centri di grande esperienza.”
“A questo proposito, il centro per le Malattie Infiammatorie Croniche intestinali dell’Ospedale San Camillo ha una storia lunga nel trattamento di queste patologie e, al momento, è uno dei centri di riferimento della Regione Lazio, ovviamente insieme al Gemelli, a Tor Vergata, al Campus e a tutti quei centri che si occupano di queste malattie…”
“Inoltre, è uno dei centri che storicamente si occupa di ricerca clinica. Ha numerosi trial clinici con farmaci innovativi ed è sicuramente un riferimento anche dal punto di vista scientifico, non solo a livello regionale, ma anche nazionale ed internazionale…”




