Lo scompenso epatico rappresenta una delle principali cause di morbilità e mortalità nei pazienti con carcinoma epatocellulare non resecabile (uHCC) in trattamento con terapia sistemica. In questo contesto, la combinazione atezolizumab più bevacizumab (AB), attualmente tra gli standard di cura in prima linea, si associa a un rischio non trascurabile di deterioramento della funzione epatica residua, che può compromettere l’accesso a linee di trattamento successive e influire negativamente sulla prognosi. L’identificazione precoce dei pazienti ad alto rischio di scompenso è pertanto di cruciale importanza clinica, ma mancava fino a oggi uno score validato e di facile applicazione.
Un recente studio pubblicato su Clinical Gastroenterology and Hepatology da Canova et al., che comprende tra gli autori anche la dott.ssa Francesca Romana Ponziani del CEMAD della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli IRCCS di Roma, presenta lo sviluppo e la validazione esterna dell’ARTE Score, un algoritmo predittivo basato su variabili cliniche di routinaria disponibilità, sviluppato a partire dal database ARTE, una coorte multicentrica internazionale di pazienti con uHCC in trattamento AB di prima linea e classe Child-Pugh A.
La coorte di sviluppo comprendeva 453 pazienti, con un follow-up mediano di 14 mesi. Lo scompenso epatico si è verificato in 74 pazienti (16,3%). Dall’analisi di regressione di Cox sono emersi tre predittori indipendenti: la trombosi neoplastica della vena porta (HR 1,97; IC 95% 1,20-3,23; p=0,007), la bilirubina elevata (HR 2,61; IC 95% 1,52-4,47; p<0,001) e la piastrinopenia (HR 1,82; IC 95% 1,07-3,10; p=0,026). Questi tre fattori, che riflettono rispettivamente l’entità del burden tumorale vascolare, la compromissione della funzione epatica sintetica ed escretoria e il grado di ipertensione portale, sono stati integrati in uno score a punti ponderati, classificando i pazienti in tre categorie di rischio: basso (0-1 punti; n=360), intermedio (2 punti; n=49) e alto (3-4 punti; n=44).
I risultati mostrano una chiara separazione delle curve di sopravvivenza libera da scompenso tra i tre gruppi (p<0,001). Rispetto ai pazienti a basso rischio, quelli a rischio intermedio presentavano un rischio di scompenso 1,96 volte maggiore (p=0,038), mentre quelli ad alto rischio raggiungevano un HR di 4,28 (p<0,001). La sopravvivenza libera da scompenso a 12 e 24 mesi era rispettivamente dell’87% e 83% nel gruppo a basso rischio, del 79% e 64% nel gruppo intermedio, e del 57% e 56% nel gruppo ad alto rischio. La discriminazione complessiva del modello risultava soddisfacente, con una C di Harrell pari a 0,7022. Il valore prognostico dell’ARTE Score è stato confermato nella coorte di validazione esterna AB-real (292 pazienti; HR 1,78; p=0,009), attestando la robustezza e la riproducibilità dello strumento in una popolazione indipendente.
Dal punto di vista fisiopatologico, i tre predittori identificati non sorprendono: la trombosi portale neoplastica riduce il flusso portale con effetti diretti sull’ipertensione portale e sulla perfusione epatica; la bilirubinemia basale elevata riflette una riserva funzionale epatica già compromessa; la piastrinopenia è un surrogato consolidato della splenomegalia da ipertensione portale. La loro combinazione in uno score integrato consente di stratificare in modo più granulare il rischio rispetto ai singoli parametri considerati isolatamente.
Le implicazioni cliniche sono rilevanti: l’ARTE Score potrebbe orientare le decisioni terapeutiche sia nella selezione dei pazienti candidati al trattamento AB sia nel monitoraggio durante la terapia, con particolare attenzione alla profilassi e al trattamento delle complicanze dell’ipertensione portale nei soggetti ad alto rischio. Ulteriori studi prospettici sono necessari per valutare se interventi preventivi mirati possano modificare la storia naturale dello scompenso in questa popolazione.
Titolo originale
Canova L, Alimenti E, Argiento L, Cabibbo G, Tovoli F, Di Giacomo E, Galle PR, Celsa C, Pinter M, Marron TU, Vivaldi C, Dalbeni A, Marra F, Palloni A, Lonardi S, Ponziani FR, Federico P, Saeed A, Pillai A, Pressiani T, Camera S, Svegliati-Baroni G, Manfredi GF, Lani L, von Felden J, Ulahannan S, Ielasi L, De Lorenzo S, Mazzarelli C, Sacco R, Rohlen N, Silletta M, Toniutto P, Ascari S, Fulgenzi C, Scheiner B, Crowley F, Cerini F, Lampertico P, Pinato DJ, Iavarone M. Predicting decompensation in unresectable hepatocellular carcinoma on atezolizumab plus bevacizumab: the ARTE Score. Clin Gastroenterol Hepatol. 2026 May 25:S1542-3565(26)00389-7. doi: 10.1016/j.cgh.2026.04.033.




