La Vitamina D è ormai universalmente riconosciuta come indispensabile per il nostro benessere psicofisico. Ma perché è così importante e quali sono i segni di deficit che ci possono aiutare a scoprire la sua carenza? Ce ne parla la Dr.ssa Sabrina Chiloiro (UOC Diabetologia e Medicina interna, Gemelli IRCCS, UCSC) in un’intervista di cui vi anticipiamo qui una sintesi, invitandovi a seguirla nella versione integrale sul nostro canale YouTube.
“Tutte le recenti scoperte sulla Vitamina D la definiscono come un ormone e quindi non più soltanto un nutriente. Noi endocrinologi lo definiamo un ormone pleiotropo” vuole precisare in apertura del nostro dialogo la Dr.ssa Chiloiro.
“Nel corso della storia, infatti, abbiamo sempre conosciuto gli effetti importanti della vitamina D sulla salute ossea, ma gli studi recenti hanno documentato che la vitamina D ha azioni su tantissimi dei nostri apparati.”
D “Vogliamo precisare quali?”
Chiloiro “In primis sul sistema nervoso centrale e quindi regola in maniera fondamentale l’umore; ha un’azione importantissima anche sul sistema immunitario ed infatti noi sappiamo che la vitamina D ci protegge dal rischio di malattie infettive ma ci tutela anche dal rischio di malattie autoimmunitarie e sappiamo quanto queste sono importanti e diffuse nella popolazione generale.
Inoltre, ha un’azione importante anche sulla patologia tumorale e quindi i pazienti in trattamento oncologico hanno bisogno di supplementare la vitamina D ed infine anche funzione fondamentale sulla salute muscolare e scheletrica ed infatti un buon tono muscolare dipende certamente anche da adeguata supplementazione di vitamina D e ai suoi livelli ematici”
D “Supplementare la vitamina D: quali sono le metodologie migliori e quanto bisogno ne abbiamo?”
Chiloiro “Dobbiamo innanzitutto ricordare che la vitamina D è attivata dalla nostra cute; quindi, noi siamo in grado di assorbire la vitamina D tramite l’alimentazione regolare ma il fabbisogno quotidiano di vitamina D che introduciamo tramite l’alimentazione è solo del 10%.
Il 90% della vitamina D viene attivata dalla nostra cute: quindi è fondamentale avere anche una corretta esposizione solare ma sappiamo quanto l’ambiente e le nostre abitudini di vita impattino su una corretta esposizione solare e quindi su una corretta igiene ambientale (…) per questo sono stati identificati tutta una serie di alimenti – che vengono definiti fortificati – e che servono proprio ad implementare il nostro fabbisogno, che nell’adulto è di circa 700 unità internazionali di vitamina D al giorno.
Ma gli alimenti non sono sufficienti a supplementare questa quantità e dobbiamo spesso ricorrere a delle integrazioni esterne.”
D “La carenza di vitamina D può avere un riscontro anche nella problematica della depressione?”
Chiloiro “La vitamina D oggi è considerata – al pari di altri ormoni – come l’ormone del benessere (…) quindi è corretto nei nostri ambulatori di endocrinologia (ma anche di nutrizione e di alimentazione) dosare periodicamente i livelli circolanti di vitamina D e supplementarli laddove necessario.”
D “Quindi, quando facciamo le analisi periodiche sarebbe utile fare questo dosaggio…”
Chiloiro “Le ultime linee guida, rilasciate dalle società endocrinologiche, ci raccomandano di dosare i livelli circolanti di vitamina D soltanto in popolazioni a particolare rischio: ad esempio i pazienti istituzionalizzati, i pazienti oncologici. Non è invece necessario, in soggetti privi di particolari problematiche, dosare la vitamina D perché possiamo passare direttamente alla supplementazione.”
D “Quindi la prima spia di carenza è sicuramente l’abbassamento dell’umore, corretto?”
Chiloiro “Direi che la prima spia è il mancato benessere psicofisico dell’individuo.”



