Nelle malattie croniche del fegato uno degli elementi più importanti da valutare è la cosiddetta ipertensione portale, cioè l’aumento della pressione del sangue nel sistema venoso che attraversa il fegato. Quando questa pressione cresce, aumenta il rischio di complicanze come la comparsa di varici esofagee, accumulo di liquidi nell’addome (ascite), sviluppo di encefalopatia epatica e sanguinamenti gastrointestinali, condizioni che possono peggiorare significativamente la qualità di vita dei pazienti.
Per questo motivo misurare correttamente questa pressione è fondamentale per capire la gravità della malattia e guidare le scelte terapeutiche. Il metodo tradizionale prevede una procedura radiologica invasiva, eseguita solo in centri specializzati, che richiede l’introduzione di un catetere dalla vena giugulare interna destra, a livello del collo, e portarlo fino alle vene epatiche. È una procedura sicura, ma non sempre facilmente disponibile e spesso comporta un percorso diagnostico separato rispetto agli esami endoscopici che molti pazienti epatologici devono comunque eseguire.
Negli ultimi anni si sta però diffondendo una tecnica innovativa che utilizza l’ecoendoscopia, uno strumento già impiegato per studiare apparato digerente e pancreas, utilizzando una sonda ecografica applicata ad uno strumento endoscopico. Attraverso questa metodica è possibile visualizzare direttamente la vena porta e le vene epatiche dall’interno dello stomaco o del duodeno e misurare il gradiente di pressione portosistemica durante la stessa procedura endoscopica. In questo modo si possono ottenere informazioni fondamentali senza dover programmare un esame aggiuntivo.
Proprio perché questa tecnica è relativamente nuova e utilizzata in modo diverso nei vari centri, un gruppo internazionale di esperti in epatologia ed endoscopia avanzata ha lavorato alla stesura di una consensus per definire quando e come utilizzarla in modo corretto. Una consensus non è uno studio clinico, ma un documento in cui specialisti di diversi Paesi discutono e votano raccomandazioni comuni, così da uniformare la pratica clinica e indicare le priorità per la ricerca futura.
Il gruppo di lavoro ha analizzato indicazioni, sicurezza, modalità tecniche e prospettive di sviluppo della procedura, arrivando a una serie di raccomandazioni condivise che aiutano a standardizzare l’esame e a renderlo sempre più affidabile. L’obiettivo è permettere in futuro una valutazione più semplice e integrata della pressione portale, riducendo il numero di procedure invasive necessarie per i pazienti con malattia epatica cronica.
Tra gli specialisti selezionati per contribuire a questo lavoro internazionale figura anche il Dott. Santopaolo, epatologo in servizio presso il Policlinico Gemelli, un riconoscimento che testimonia il contributo del nostro Centro nello sviluppo di nuove strategie diagnostiche nel campo delle malattie del fegato.
Gli esperti sottolineano comunque che ulteriori studi saranno necessari per definire con precisione il ruolo della metodica nei diversi contesti clinici. Tuttavia, la possibilità di integrare la misurazione della pressione portale durante un esame endoscopico rappresenta un passo importante verso una gestione sempre più efficace e meno invasiva dei pazienti epatologici.
Titolo originale
Wang TJ, Chang K, Rubin RA, Salgia R, Shami V, Watson A, Khara HS, Yeaton P, Adler DG, Bazarbashi AN, Benmassaoud A, Chen YI, Diehl DL, Draganov P, Duarte-Rojo A, Eves M, Fortune BE, Frandah WW, Gines A, Gjeorgjievski M, Henry ZH, James M, Jirapinyo P, Joshi T, Kankotia R, Khurana S, Kumar S, Kwo PY, Laleman W, Larghi AL, Mahon B, McHenry SA, Mehta MJ, Mony S, Nilsson JE, Park WG, Sack J, Samarasena J, Santopaolo F, Teoh AY, Van Der Merwe S, Zucker SD, Ryou M. International Expert Delphi Consensus on Endoscopic Ultrasound-guided Portosystemic Pressure Gradient: Best Practices and Future Directions. Clin Gastroenterol Hepatol. 2025 Dec 16:S1542-3565(25)01033-X. doi: 10.1016/j.cgh.2025.12.007. Epub ahead of print. PMID: 41412540.



