La Colite Ulcerosa e la Malattia di Crohn, raccolte nell’acronimo MICI (Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali o IBD in inglese) rappresentano dei quadri patologici dall’incidenza crescente e dalle caratteristiche complesse dal punto di vista della qualità di vita dei pazienti. Va considerato poi che, come scrive la ONLUS AMICI “circa un quarto, ma in alcune casistiche anche il 40-50% delle MICI, ha il suo esordio in età pediatrica o adolescenziale. Di queste circa il 6% debutta e vengono diagnosticate entro i due anni di vita.”
In tale ambito, la gestione infermieristica specializzata, il cosiddetto Nursing Approach delle MICI, è sempre più elemento critico di successo per le terapie e per offrire un costante supporto al paziente, sia all’interno del Centro sia a distanza, grazie allo sviluppo della telemedicina e del digitale.
Come avevamo anticipato nella presentazione del Corso ECM “UPDATE SULLE MALATTIE INFIAMMATORIE CRONICHE INTESTINALI” alla gestione infermieristica delle MICI è stato dedicato ampio spazio all’interno del programma. Oggi ce ne offre una sintesi il Dr. Daniele Napolitano (Care Manager IBD CEMAD) e Presidente del Corso Nursing. L’intervista integrale è disponibile sul nostro canale YouTube.
“È la seconda edizione del nostro corso e quest’anno abbiamo puntato a coinvolgere relatori, infermieri ed esperti da tutto il territorio nazionale” ci conferma il Dr. Napolitano “da Milano, Feltre, Udine, Padova, ma anche da Napoli, da Roma e quindi dare un’impronta precisa alla figura dell’infermiere IGBD. Parliamo di ambiti sempre più specifici e di peculiarità in cui gli infermieri garantiscono alti livelli di qualità, di assistenza, favorendo l’ottimale percorso clinico del paziente nella multidisciplinarietà.”
D “E proprio sull’approccio multidisciplinare è oggi focalizzato l’approccio al paziente MICI, ce lo conferma?”
Napolitano “Assolutamente. Inoltre, abbiamo affrontato temi quali il ruolo delle società scientifiche e delle associazioni dei pazienti, il tele-nursing, la gestione dei nuovi farmaci, la multidisciplinarietà in tutti quegli ambiti che riguardano la gestione degli screening, del follow up e dei supporti vitaminici dei pazienti. Ambiti in cui gli infermieri ormai sono garanti di una qualità assistenziale che – grazie alla competenza e alle conoscenze sviluppate – supportano il paziente in tutto il percorso clinico assistenziale.”
D “Un ambito sicuramente molto importante e anche molto trattato, all’interno del vostro programma, è stato quello della nutrizione del paziente…”
Napolitano “La nutrizione, oltre ad essere un ambito altamente specifico dove specialisti, come nutrizionisti e dietisti, danno il loro supporto, vede sicuramente, a livello educazionale, gli infermieri dare una “spinta” in positivo al paziente e un coinvolgimento anche motivazionale.”
“Mi viene da pensare alla food literacy (conoscenze e competenze nutrizionali ndr) su cui molti pazienti hanno delle carenze conoscitive già sugli elementi essenziali della nutrizione.
Qui l’infermiere – nel rapporto alla pari che stabilisce col paziente – può certamente supportarlo con informazioni, materiali divulgativi e anche curiosità. Naturalmente è importante tutto il contesto educazionale che sta attorno al paziente; quindi, il supporto della multidisciplinarietà, anche in questo ambito, è essenziale per avere un beneficio finale per il paziente (…)
D: “A volte arrivano al vostro centro dei pazienti che già all’inizio della cura presentano dei fenomeni di denutrizione. Come intervenite?”
Napolitano “Oggi nel nostro centro IBD, la consulenza del nutrizionista e del dietista è un passo obbligato per il follow-up del paziente. Alla prima visita, quando viene fatta la diagnosi, immediatamente dopo viene pianificata, grazie anche al supporto dei care-manager, una visita nutrizionale. Cui poi seguono anche altre visite, come quella psicologica, e l’incontro con tutto il pool di specialisti che lo seguiranno nell’intero corso della cura…”




